Visto che il nostro prossimo viaggio sarà alla scoperta
dell’Emilia-Romagna, Anna ha scelto, per il pranzo di Pasqua,
una prima ricetta di questa regione dalla tradizione
gastronomica straordinariamente ricca.
| Cestini di sfoglia con spuma di mortadella |
La spuma di mortadella è una preparazione tipica dell’Emilia Romagna,
in particolare della zona di Bologna.
Come dice il termine stesso, si tratta di una mousse dal sapore delicato realizzata con mortadella, ricotta, parmigiano e panna liquida la cui ricetta è stata depositata nel 2004 presso la Camera di Commercio bolognese. Può essere servita come antipasto, spalmata ad esempio su crostini o tartine.
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Ingredienti per 20 cestini
300 gr mortadella di Bologna
100 gr ricotta
2 cucchiai panna fresca
1 cucchiaio parmigiano reggiano
20 cestini di sfoglia (vol-au-vent)
Q.b. Granella pistacchi
| Istruzioni per cucinare 1. Mettete tutti gli ingredienti tranne la granella di pistacchi in un mixer, e trasformate tutto in un impasto molto fine 2. Mettete il composto in un sac a poche e riempite les quiche già passate al forno in precedenza. 3. Cospargete di granella di pistacchi e accompagnate con un’insalatina. |
| Culurgiones Sardi |
Ingredienti
– per la pasta (per 24 ravioli)
Farina 00 300 g
Semola 200 g
Acqua 290 g
Olio extravergine d’oliva 15 g
Sale fino q.b.
– per il ripieno
Ricotta di pecora 500 g
3 patate
Menta 8 foglie
Zucchero 3 g
Sale fino q.b.
– per il sugo
Pomodori datterini pelati 700 g
Aglio 1 spicchio
Olio extravergine d’oliva q.b.
Basilico q.b.
Sale fino q.b.

| Preparazione – la pasta fresca: in una ciotola capiente versate la farina 00 e la farina di semola , aggiungete a filo l’acqua e l’olio mescolando con le mani. Regolate di sale e continuate a impastare fino a ottenere un composto omogeneo, trasferite l’impasto su una spianatoia e lavoratelo ancora. Se dovesse risultare appiccicoso aiutatevi con una spolverata di farina, dunque formate una palla, avvolgetela con pellicola per alimenti e fatela riposare per 30 minuti a temperatura ambiente. – il ripieno: sbuccia e lessa le patate in acqua salata fino a quando saranno ben cotte. Scolale e schiacciale con uno schiacciapatate. Unisci alle patate il pecorino sardo grattugiato, la ricotta, la menta tritata finemente, la scorza di limone, l’olio d’oliva, lo zucchero, sale e pepe. Mescola bene il tutto fino a ottenere un ripieno compatto e omogeneo. – il sugo di pomodoro: soffriggete in una pentola l’aglio in camicia con un giro d’olio. Aggiungete i pomodorini pelati con il loro succo, regolate di sale e cuocete con coperchio e a fuoco dolce per almeno 20 minuti. Trascorso questo tempo togliete il coperchio e continuate a cuocere per i restanti 10 minuti a fuoco vivace. Spegnete e aggiungete il basilico fresco.. Riprendete la pasta e stendetela a uno spessore pari a circa 2 millimetri con il matterello poi coppate con lo stampo per ravioli. Con le dosi indicate, reimpastando anche la pasta avanzata, otterrete circa 48 quadrotti, ponete al centro un cucchiaino di ripieno e sovrapponete un altro quadrotto. Pressate i bordi per farli aderire e rifiniteli con i rebbi della forchetta. Adagiate i ravioli su dei vassoi spolverati con farina. – Cottura : Ponete sul fuoco un tegame colmo di acqua salata e quando arriverà al bollore cuocete i ravioli per 2-3 minuti circa. Una volta cotti, scolate i ravioli di ricotta sardi, divideteli nei piatti e conditeli con il sugo di pomodoro con una spolverata di parmigiano o di pecorino. |

Origini dei Culurgiones
La storia dei Culurgiones
affonda le sue radici nella regione dell’Ogliastra, un’area montuosa della Sardegna orientale.
Tradizionalmente preparati
durante occasioni speciali
come il raccolto o le festività,
i Culurgiones non erano solo
un semplice piatto, ma un simbolo
di prosperità e gratitudine.
La loro forma e la chiusura
a spiga di grano (la « sa spighitta »)
rappresentano proprio un’offerta
alla terra, ringraziandola
per i suoi frutti.
| Ogni famiglia in Ogliastra ha la sua versione della ricetta, ma gli ingredienti principali rimangono sempre gli stessi: patate, pecorino sardo, e menta fresca. Il ripieno varia leggermente a seconda della zona o delle preferenze familiari, ma è la qualità degli ingredienti a fare la differenza. |
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